Se si verifica un problema sanitario attribuibile a inquinamento di un prodotto orticolo, anche nel caso più favorevole di corretta identificazione di un luogo di produzione, la probabilità di trovare ancora la causa della contaminazione è piuttosto piccola, perché la coltura difficilmente sarebbe ancora in atto. L’incertezza che ne deriva costituisce un grosso rischio per produttori e trasformatori, perché possono essere coinvolti in blocco.
L’attuazione di un sistema di rintracciamento, anche nei limiti imposti dalla natura della produzione orticola, aiuterebbe a ridurre l’incertezza nell’identificazione della fonte, consentendo maggiore efficacia e rapidità nell’attuazione di misure di profilassi per i consumatori e allo stesso tempo limitando i danni per i produttori non responsabili del problema. Le informazioni raccolte aiuterebbero anche a identificare cause potenziali di contaminazione da considerare nella gestione dei processi di produzione e distribuzione.
Anche se l’applicazione di un sistema di rintracciamento è più agevole nelle imprese integrate o coordinate verticalmente, i produttori per la quarta gamma dovrebbero fare uno sforzo per adeguarsi a questa necessità, utilizzando lo stretto collegamento con le imprese di lavorazione. Per soddisfare le esigenze di base della rintracciabilità occorre una documentazione che specifichi l’origine del prodotto e un contrassegno che lo accompagni nel suo percorso dall’agricoltore al consumatore. Nella documentazione di base devono essere specificati:
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data di raccolta;
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identificativi dell’azienda agricola;
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identificativi del trasportatore.
Poiché difficilmente gli agricoltori hanno possibilità di controllare il loro prodotto una volta uscito dall’azienda, è necessario che tutti i partecipanti della filiera trovino il modo di sviluppare un sistema di etichettatura (informatizzabile) che consenta ai contrassegni applicati dal produttore e dal trasformatore di seguire il prodotto fino al consumatore.
