Rucola

Requisiti climatici e pedologici

Il prodotto migliore si ottiene nella stagione fredda, con le colture vernino-primaverili e tardo-autunnali. La pianta è capace di sopportare anche leggere gelate. Quando la temperatura è alta le foglie sviluppano un gusto eccessivamente piccante e la pianta va rapidamente a fiore.

La rucola si adatta a una varietà di terreni, ma cresce particolarmente bene in quelli sciolti fertili e in quelli organici, con buona capacità per l’acqua, buon drenaggio e pH compreso tra 6 e 7. Il terreno deve essere praticabile anche quando è bagnato, perché la raccolta si svolge in periodi relativamente piovosi.

Il ciclo colturale è piuttosto breve. Le piante della rucola rustica sono pronte per la raccolta a 3050 giorni dalla semina, a un’altezza di 15-25 cm. Si possono raccogliere 25 ricacci, tagliando a intervalli di circa 20 giorni. La rucola gentile cresce più velocemente e consente raccolte successive con cadenze più brevi (10-15 giorni)

Varietà

La rucola coltivata comprende specie di due generi: Eruca vesicaria sp. sativa (rucola gentile a foglia larga) e Diplotaxis sp. (rucola rustica a foglia stretta), preferita per la quarta gamma.

La rucola gentile, con foglie relativamente larghe, è più adatta per la coltura in primavera avanzata e tarda estate ed è più sensibile alle malattie crittogamiche. La rucola rustica a foglie strette produce bene in una gamma più ampia di condizioni e si può coltivare tutto l’anno, utilizzando ambienti protetti in inverno. Tende però a fiorire facilmente, limitando la produttività del ciclo colturale, specialmente in situazioni di stress.

Data la modesta diffusione, la disponibilità di cultivar si limita a tipi locali delle due specie.

Gestione della coltura

La copertura del terreno può essere uniforme o in strisce (anche su prode) di circa un metro di larghezza, intervallate da vie di passaggio per le raccolte. In genere si semina, ma per le coltivazioni in pien’aria più anticipate può essere opportuno il trapianto, eseguito con piantine di circa tre settimane. Per la semina diretta occorrono 46 kg/ha di seme per la rucola rustica e il doppio per la gentile, da interrare leggermente.

La spaziatura delle piante deve essere commisurata al tipo di rucola, alle condizioni di fertilità del terreno e al sistema di produzione: distanze di 2030 x 1015 cm possono andar bene in molti casi. L’impianto su prode può essere anche più fitto.

La pacciamatura, fatta con polietilene nero, insieme con l’uso di piantine cubettate e dell’irrigazione a goccia, attraverso il controllo delle malerbe e dello stato idrico del suolo, consente di ottenere una vegetazione di migliore qualità.

Fertilizzazione

Oltre a seguire i criteri generali, conviene tener conto delle indicazioni derivate dalla sperimentazione locale, se disponibili, e dei vincoli contrattuali con gli acquirenti.

Per sostenere un ciclo colturale su terreni di media fertilità possono bastare 80120 kg/ha di N, di P2O5 e di K2O, l’azoto e il fosforo localizzati all’impianto, il potassio incorporato alla preparazione del terreno. La brevità del ciclo colturale rende discutibile un frazionamento dell’azoto, tuttavia una leggera concimazione azotata viene fatta per fertirrigazione dopo ogni raccolta, per sostenere la produzione dei ricacci. Per la rucola rustica a foglia stretta una disponibilità di azoto più continua potrebbe contribuire anche a ridurre il rischio di fioriture indesiderate.

Irrigazione

La rucola ha un sistema radicale piuttosto superficiale e richiede una disponibilità di acqua uniforme, considerando che lo stress idrico predispone a fioritura. In dipendenza del tipo di pianta, della stagione, dell’ambiente colturale e del sistema di irrigazione possono essere necessari 2030 mm di acqua. Il sistema di irrigazione preferibile è quello a goccia. In alternativa si può considerare il sistema a pioggia a bassa pressione con turni frequenti.

Controllo delle erbe infestanti

Data la brevità del ciclo colturale, l’uso di diserbanti può comportare problemi per le colture successive.

Per la coltura in ambiente protetto contribuiscono al controllo delle malerbe la sterilizzazione periodica del terreno con prodotti idonei (vapam, dazomet) o con la solarizzazione e la pacciamatura. Se necessari, i diserbanti consentiti sono glufosinate-ammonio, ciclossidim, setossidim, benfluralin.

Controllo degli insetti

Le infestazioni di afidi, aleirodidi, altiche in ambiente protetto possono essere ostacolate con misure di natura fisica (reti antinsetto, trappole). La lotta con insetticidi, se necessaria, può essere fatta nelle prime due settimane di coltura con insetticidi di breve persistenza, preferibilmente non di sintesi chimica (piretro, olio di neem, deltametrina, Bacillus thuringiensis, fenitrotion).

Controllo delle malattie

Le principali avversità della rucola sono malattie crittogamiche delle radici e del colletto (PythiumSclerotiniaRhizocthonia) e delle parti aeree (peronospora, botrite, bremia, ruggini)

Si possono contrastare con densità non troppo fitte degli impianti e sistemazioni degli ambienti di coltura protetti che non ostacolino una buona aerazione delle piante. In pochi casi sono praticabili avvicendamenti ampi.

La concia del seme con fungicidi (thiram; prodotti rameici) è utile per proteggere le piantine dagli attacchi di funghi nella fase iniziale dello sviluppo (peronospora, alternaria, botrite, ruggine, sclerotinia, rizoctonia).

Interventi con fungicidi per combattere malattie crittogamiche (peronospora, oidio, muffa grigia) devono essere limitati ai primi venti giorni di sviluppo delle piante. Dodina, rame, tiram, dinocap, zolfo sono le sostanze attive utilizzabili.

Raccolta e gestione del prodotto

La rucola si può raccogliere a foglie o a pianta intera. Le foglie sono pronte per la prima raccolta a 3050 giorni dalla semina, a seconda dell’andamento termico e della gestione colturale. La prima raccolta a foglie può essere seguita da 2-5 raccolte dei ricacci stimolati dal taglio, a seconda che la stagione sia calda o fredda, se le piante non fioriscono e non incorrono in malattie crittogamiche, difficili da curare in prossimità di una raccolta.

Dopo ogni taglio bisogna fare un’accurata pulizia dei residui, allontanando dalle piante il materiale soggetto a decomposizione.

Indici di maturità e qualità

Le foglie al massimo di freschezza hanno un colore verde scuro e un aspetto liscio. Una villosità della pagina inferiore si sviluppa quando la raccolta è fatta troppo tardi ed è indice di tessuto coriaceo, associato a un sapore eccessivamente piccante.

Ottimo termo igrometrico di conservazione

Le foglie di rucola sono estremamente delicate e perdono rapidamente il turgore. Il prodotto deve essere sistemato con cura direttamente in cassette di trasporto non troppo alte, evitando il passaggio in più contenitori, portato subito a bassa temperatura e spedito rapidamente a destinazione. La refrigerazione si può fare a bassa pressione o ad aria forzata, evitando possibilmente il contatto con l’acqua.

Le condizioni migliori per la conservazione (piuttosto breve) della rucola sono 02 °C e 95100% di umidità relativa.

Tasso respiratorio e produzione di calore

La rucola produce 21 ml/kg-ora di COa 0 °C, e il tasso di respirazione aumenta con la temperatura di 7,4 ml/kg-ora per grado. La produzione di calore corrispondente è di 2562 kcal/tonn/giorno e il tasso di incremento con la temperatura di 870 kcal/tonn-giorno.

Sensibilità alle modificazioni dell’atmosfera

Un’atmosfera con il 5-10% di CO2 e il 5-10% di O2 sembra benefica per la conservazione della rucola. Livelli di CO2 più alti possono provocare ingiallimenti delle foglie e deterioramento della consistenza.

Sensibilità all’etilene

La rucola è molto sensibile all’etilene, che produce anche in quantità non trascurabili. La presenza di etilene nell’atmosfera provoca ingiallimento delle foglie e accelerazione della senescenza, con rapida degradazione del sapore. Data la sensibilità all’etilene, occorre evitare il trasporto in carichi misti e la conservazione temporanea in vicinanza di prodotti con elevato tasso di generazione di etilene.

Alterazioni fisiologiche

La conservazione, anche a bassa temperatura, non può eccedere la durata di una settimana. La rapida perdita di vigore delle foglie le espone a processi di degradazione microbica, che in pochi giorni portano ad alterazioni del sapore e le rendono immangiabili.

Danni fisici

La delicatezza del tessuto fogliare espone la rucola a danni meccanici, cui possono conseguire deperimenti e decolorazioni.

Alterazioni patologiche

Marciumi molli di origine batterica e fungina.