Protezione da animali

Esclusione della fauna domestica e selvatica

Gli animali sono portatori, direttamente o attraverso i loro parassiti, di vari microrganismi patogeni anche per l’uomo. La frequentazione delle colture da parte di animali domestici e selvatici è causa di contaminazione dei vegetali, attraverso il contatto diretto o con le deiezioni, e aumenta il rischio igienico-sanitario per la destinazione di quarta gamma. Quindi è necessario impedire l’accesso degli animali alle colture.

L’esclusione degli animali è difficile perché gli ostacoli che si possono attivare vengono prima o poi superati. Combinando ostacoli di varia natura (barriere, deterrenti visuali e acustici, repellenti) con una buona profilassi igienica generale, che eviti per esempio la presenza di rifiuti costituiti da materiali organici nell’ambito delle aree coltivate, si contribuisce a ridurre la frequentazione di animali. Anche la pratica di tenere pulite dalla vegetazione spontanea le aree non coltivate impedisce alla fauna di avere nascondigli in prossimità delle colture e agevola l’ispezione. Per la protezione dai volatili si possono impiegare reti negli ambienti protetti e se necessario deterrenti in pien’aria.

Controllo degli insetti

La lotta agli insetti, da condurre con l’obiettivo di mantenere le popolazioni a livelli accettabili, più che di eliminarle totalmente, richiede l’integrazione di vari metodi di controllo, per evitare il rischio che i parassiti si adattino, diventando resistenti a uno qualunque di essi. Occorre pertanto conoscere bene l’ecologia del sistema colturale e degli insetti, il cui comportamento è fortemente influenzato dalle condizioni climatiche e meteorologiche.

Soglie di intervento, sorveglianza e previsioni

Qualsiasi intervento di controllo dovrebbe essere deciso in base a una comprensione del livello di danno oltre il quale si ha una riduzione del reddito. Purtroppo, valori di soglia validati sperimentalmente sono disponibili soltanto in qualche caso. In assenza si possono seguire le specifiche delle imprese destinatarie dei prodotti e i suggerimenti eventualmente disponibili nei disciplinari di produzione integrata. In ogni caso la coltivazione deve essere sorvegliata a intervalli regolari durante la stagione, e più frequentemente nei periodi critici dello sviluppo delle piante, secondo un piano sistematico, esaminando un numero adeguato di piante ben distribuite su tutta l’area coltivata e soprattutto ai bordi, notando il numero di insetti e i danni. L’uso di trappole consente di rilevare la comparsa e di valutare l’abbondanza di varie specie. L’inizio dei periodi di attività può essere previsto anche in base al conteggio dei gradi-giorno, sommatoria delle temperature superiori a una data soglia, calcolata in questo caso in riferimento al termoperiodo annuale.

Varietà resistenti

La resistenza agli insetti può derivare da una minore appetibilità della pianta, difficoltà di insediamento e di alimentazione, che limitano lo sviluppo, oppure dalla capacità della pianta di sopportare un’infestazione senza danno economico (tolleranza). Quest’ultimo caso non ha interesse per i prodotti destinati alla quarta gamma, prevalentemente costituiti da parti vegetative, che devono essere sane e prive di parassiti. Se disponibili, le varietà resistenti consentono di ridurre la popolazione dei parassiti, le spese di controllo e l’impatto ambientale della lotta agli insetti.

Mezzi colturali

L’ambiente può essere reso meno favorevole per gli insetti mediante opportuni avvicendamenti colturali, scegliendo i tempi di impianto e di raccolta in modo da sfuggire ai picchi di attività degli insetti più dannosi, oppure utilizzando colture trappola per distoglierli da quelle principali. La vegetazione spontanea delle aree incolte e i residui vegetali presso i campi e le serre possono ospitare fitopatogeni, parassiti e organismi utili. La pulizia di tali aree, mediante erbicidi o falciature frequenti, e la lavorazione del terreno al termine di un ciclo colturale per distruggere la flora infestante, contribuiscono a rendere l’ambiente meno ospitale per gli insetti e quindi a ridurre la necessità di usare insetticidi, anche se possono avere un impatto negativo su una fauna utile per gli equilibri biologici.

Mezzi fisici

Nei periodi che ne consentono l’uso, le coperture con tessuto-non-tessuto contribuiscono a limitare le infestazioni di varie specie di insetti. Per le serre si possono usare reti e sistemi di cattura.

Mezzi biologici

La conservazione dei nemici naturali degli insetti (predatori, parassitoidi e patogeni) merita lo sforzo necessario per ottenerla. Predatori e parassitoidi tendono ad essere più danneggiati delle specie ospiti dai trattamenti con insetticidi, il cui impatto aumenta con: l’ampiezza dello spettro di attività, l’azione per contatto rispetto a quella sistemica, la persistenza di azione, il grado di copertura, il dosaggio e la frequenza di applicazione. Anche i trattamenti con fungicidi possono contribuire alla riduzione del controllo naturale, diminuendo l’incidenza dei funghi patogeni di insetti.

La pratica del controllo biologico si basa sull’aumento del numero di nemici naturali, attraverso il rilascio di specie nuove o poco presenti e la modifica dell’ambiente di coltura, essenzialmente provvedendo aree rifugio, per favorirne l’insediamento e lo sviluppo. Ma nel caso della produzione per quarta gamma le aree rifugio devono essere considerate con cautela, perché presentano anche rischi per le colture, diventando ricettacoli di microrganismi fitopatogeni e di fauna indesiderabile, perché possibile portatrice di bio-contaminanti.

Lotta chimica

L’efficacia dei trattamenti con insetticidi dipende da vari fattori, tra cui l’adeguatezza della sostanza attiva e del formulato per la situazione, il momento dell’applicazione rispetto allo stadio di vita dei parassiti, il grado di copertura delle superfici vegetali.

Diverse popolazioni di insetti sono diventate resistenti in qualche misura a uno o più insetticidi. Lo sviluppo delle resistenza è favorito dall’uso continuativo di prodotti dello stesso tipo, e popolazioni resistenti a una categoria di prodotti hanno mostrato di essere in grado di sviluppare più rapidamente resistenza anche verso altre categorie (resistenza incrociata). Per ridurre il rischio dello sviluppo di resistenze, l’uso degli insetticidi dovrebbe seguire i seguenti criteri:

  1. interventi decisi in base a soglie di danno e limitati ai casi di necessità;

  2. dosaggi minimi efficaci;

  3. avvicendamento di prodotti di classi e modi d’azione differenti, possibilmente cambiando a ogni nuova generazione dei parassiti;

  4. uso di coadiuvanti.

Nell’uso di insetticidi, come per i fitofarmaci in generale, bisogna cercare di limitare le esternalità dannose per l’ambiente e la biosfera (impatto ambientale).