Indivia

Requisiti climatici e pedologici

L’indivia è specie da stagione fredda, in particolare la varietà scarola. Le colture primaverili iniziano tra marzo e aprile. Una coltura tardiva si può seminare a luglio.

Cresce bene in qualunque terreno fertile e ben drenato, ma meglio su terreni con buona capacità per l’acqua, fertili e ricchi di sostanza organica, con pH 6-7. I suoli più leggeri sono più adatti per colture precoci, quelli più pesanti per colture tardive. I suoli torbosi possono essere impiegati previa correzione del pH al di sopra di 5,5 mediante calcitazioni.

Varietà

Le varietà invernali sono longidiurne e non vanno seminate troppo presto, perché tendono in tal caso a fiorire troppo presto senza formare il cespo. Quelle estive prefioriscono invece quando incorrono in temperature troppo basse (< 5 °C).

Le varietà maggiormente in uso per la quarta gamma sono distinte secondo il tipo (liscia o scarola e riccia) e la stagione di coltivazione:

  • Indivia liscia (scarola) Gigante degli ortolani invernale (Growers giant, Perfect) e primaverile (Natasha, Excel);
  • Indivia liscia Bionda primaverile-estiva (Dimara, Sardana);
  • Indivia riccia Wallone invernale (Artica, Despa, Dolly, Ilda, Markant) e primaverile (Snoopy, Woody).

La scelta va concordata con i clienti trasformatori e distributori.

 

Gestione della coltura

La semina diretta può essere praticata non appena il terreno e le condizioni climatiche lo consentono. Le basse temperature possono indurre le piante a sfilare, disordine che può essere indotto anche da altre condizioni di stress, come ristagno idrico e andamento climatico caldo-secco.

La produzione di piantine per il trapianto richiede una temperatura di almeno 18 °C, anche per l’acqua di irrigazione. Si può impiegare seme pregerminato. Distanze orientative di impianto sono comprese entro 3050 x 2030, corrispondenti a densità di 10-15 piante/m2.

Per un ettaro di coltura occorrono 3-5 kg di seme con la semina diretta, mentre per produrre le piantine sufficienti per un ettaro bastano 1-2 kg per 150-200 m2 di semenzaio.

Fertilizzazione

Oltre a seguire i criteri generali, conviene tener conto delle indicazioni derivate dalla sperimentazione locale, se disponibili, e delle buone pratiche agricole raccomandate dalle amministrazioni locali, salvo specifici vincoli contrattuali introdotti dai clienti acquirenti.

Sono state misurate asportazioni di N, P2O5 e K2O rispettivamente di 5-3,5-8,5 kg/tonn. In suoli di media fertilità si ritengono sufficienti per un soddisfacente sviluppo della coltura 80100 kg/ha di N e di P2O5 e 120150 kg/ha di K2O.

La quantità e il modo di applicazione dell’azoto devono essere modulati in base alla natura del terreno, alla successione colturale, al periodo stagionale e alle condizioni climatiche. Preferibilmente va localizzato e frazionato, metà al momento dell’impianto della coltura e metà a 34 settimane dal diradamento o dal trapianto.

Ammendamenti, con letami o correttivi del pH, possono essere opportuni per terreni in condizioni non ottime, ma devono essere applicati molto per tempo e non all’inizio della coltura.

Irrigazione

Per assicurare una crescita veloce e una buona qualità organolettica dell’indivia la disponibilità idrica deve essere per quanto possibile uniforme durante tutto il ciclo colturale, con frequenza degli adacquamenti modulata in base alla tessitura del terreno e preferibilmente impiegando l’irrigazione a goccia associata alla pacciamatura. Il volume d’acqua necessario può variare tra 20 e 30 mm d’acqua, a seconda dell’andamento climatico stagionale e della varietà.

Imbianchimento

L’imbianchimento è importante per le indivie destinate a quarta gamma, per le quali deve essere ottenuto in campo, con maggior costo e rischio, perché non è possibile farlo dopo la raccolta. Si può ottenere legando le foglie esterne sul cespo con un elastico (come si fa dopo la raccolta) o coprendo la pianta con un materiale opaco (vasi rovesciati o pagliette di plastica) quando si è formata una buona massa di foglie al centro del cespo. Gli inconvenienti sono dovuti alla suscettibilità di tali coperture al vento e ai danni che possono provocare al cespo (rotture di foglie, induzione di marciumi per difetto di aerazione e per legature eseguite con tempo molto umido). Il trattamento richiede 515 giorni, a seconda di metodo e stagione (più tempo in autunno). Le foglie sono pronte per il consumo quando assumono un colore giallo-crema. Un imbianchimento troppo breve lascia un sapore amaro all’indivia riccia, ma uno troppo prolungato può deprezzare il prodotto, rendendo le foglie trasparenti e aumentando i rischi di necrosi).

Controllo delle erbe infestanti, dei parassiti e delle malattie

Come per lattuga.

Raccolta e gestione del prodotto

La raccolta e l’imballaggio nelle cassette per la spedizione devono essere condotti in modo da minimizzare la presenza di terra e altre impurezze sulle foglie, seguendo i criteri indicati nella parte generale.

Indici di qualità

Un requisito importante è la pulizia dei cespi.

La proporzione di foglie gialle del cuore (2030%) costituisce criterio di qualità.

L’indivia in condizioni ideali ha un gusto leggermente piccante e amaro e consistenza croccante. La sovramaturazione, in conseguenza di una raccolta ritardata, causa un gusto troppo amaro e indurimento dei tessuti.

Ottimo termo igrometrico di conservazione

L’indivia, specialmente la riccia, è molto deperibile e deve essere refrigerata appena raccolta, mantenendola a 01 °C e 95100% di umidità relativa fino al momento della lavorazione. L’idrorefrigerazione e la refrigerazione sotto vuoto sono i metodi più adatti.

La durata della conservazione è massima a 0 °C e umidità relativa superiore al 95%, potendo raggiungere 3-4 settimane. A temperatura di frigorifero domestico (5 °C) le indivie si conservano bene per circa due settimane. La presenza di etilene nell’ambiente riduce tale durata.

Tasso respiratorio e produzione di calore

Le indivie hanno un tasso di respirazione di  ml/kg-ora di CO2 a 0 °C, che aumenta di 1,6 ml/kg-ora per grado con la temperatura. La produzione di calore corrispondente è di 2750kcal/tonn/giorno a 0 °C e il tasso di incremento con la temperatura di 80 kcal/tonn-giorno.

Sensibilità all’etilene

La produzione di etilene è minima e la sensibilità elevata.

Sensibilità alle modificazioni dell’atmosfera

La conservazione a temperatura di 3 °C sembra beneficiare di atmosfere con 34% di Oe 45% di CO2.

Danni fisici

Elevata sensibilità delle foglie ai maltrattamenti.